Tra le tante discipline esistenti, buona parte viene occupata da quelle definibili come “tecniche energetiche”. Tali modalità permettono di operare sulla persona non solo a livello fisico, ma anche  sugli aspetti più eterei, emanazioni tradizionalmente conosciute come corpi sottili, al fine di ottenere risultati e benessere a livello psicofisico. Scopo di questo articolo è offrire una panoramica ed una definizione di cosa si intenda con “corpi sottili” e di intravederne le principali funzioni.

Ogni essere vivente possiede molto più di quanto è normalmente percepibile dai 5 sensi. Le varie tradizioni antiche parlano di canali energetici, chakra e strutture sottili che sono il reale oggetto di intervento e di azione delle discipline energetiche. Si usa spesso il termine olistico, ad indicare il carattere di integrità e di unione che caratterizza l’intero apparato psicofisico  dell’essere vivente. A ben guardare, qualunque entità esistente, fosse anche inanimata, possiede delle caratteristiche sottili: qualità ed emanazioni che possono essere percepite solo attraverso sensi allenati alle percezioni superiori.

Tradizionalmente si distinguono 7 corpi sottili che, nell’ordine (dal meno denso al più materiale) sono:

  • Corpo Atmico: veicolo proprio della scintilla spirituale;
  • Corpo Buddhico: deriva il suo nome da buddhi, l’intelletto e la comprensione nel senso più alto dei termini;
  • Corpo Causale: detto anche mentale superiore, legato al ciclo delle personalità e al pensiero astratto;
  • Corpo Mentale: legato al pensiero logico-razionale, al ragionamento su concetti tangibili;
  • Corpo Astrale: connesso alla facoltà del provare sentimenti ed emozioni;
  • Doppio Eterico: controparte sottile del veicolo fisico, ne è lo stampo;
  • Corpo Fisico: il corpo propriamente detto, con i suoi organi, tessuti, apparati.

A base del tutto, la definizione di quanto viene inteso come “spirito”:  è la scintilla vitale, da concepire come antecedente i concetti comuni di spazio e tempo, e caratterizzato da perfetta consapevolezza di se stesso e del suo rapporto col tutto. Secondo le tradizioni orientali, questa scintilla è il reale soggetto delle esperienze di vita, essendo tutto il resto – personalità compresa – emanazioni ed involucri di questa realtà superiore.

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